« La 5^ Consulta comunale si è insediata mercoledì 18 luglio | Homepage | Una proposta intelligente, per la sicurezza dei cittadini »
30/08/2007
Un cittadellese domanda, un cittadellese risponde
Ci è stato chiesto di tenere aperte le iscrizioni per tutto settembre. E così faremo.
La soglia minima: 25.
(Quella massima, 40, sarebbe bello raggiungerla; vedremo. La selezione scatterebbe superata del 10% la cifra di 40, semmai la cosa accadesse...).
I costi: non sono l' Assessore Pozzato. Chiedere a lui.
Ai relatori saranno rimborsate le spese vive ( = benzina). Al Direttore sarà riconosciuto un emolumento per le ore trascorse “in presenza” dei corsisti.
All’ideatore e responsabile del Cdf1 non saranno corrisposti denari (per volontà dello stesso), essendo per lui più che bastevole, se accadrà, verificare che dei giovani si sono assunti l’impegno civile di cogliere un’opportunità di formazione che potrebbe portarli, un giorno, alla scelta di assumersi grandi responsabilità pubbliche.
Chi saranno i relatori.
Attualmente, alle serate che si terranno settimanalmente di LUNEDI' potrebbero intervenire - date le disponibilità che ho ricevuto -: in ordine di arrivo, Flavio Rodeghiero, Docente a contratto presso l’Università "La Sapienza" – Roma (cfr. http://www.eurostudium.uniroma1.it/chisiamo/rodeghiero/in...), per "Istituzioni parlamentari italiane ed europee – Ott/Nov/Febbr"; Edgar Serrano, sociologo, Università di Padova (per "Marketing municipale – Nov/Febbr"); J. P. (ha chiesto di non apparire, per ora, 'in chiaro' per ragioni personali collegate a eventi in corso), dell' Università La Bicocca di Milano, per le serate che saranno dedicate a "I bilanci sociali - Marzo"; Mara Mabilia, Università di Padova, per "Dinamiche democratiche e partecipazione - Aprile" (tema da precisare meglio, si badi, col Docente).
Tutto fermo a Dicembre e Gennaio.
Preciso pure che, raggiunto il numero minimo di iscritti, le singole disponibilità dei docenti saranno valutate nel corso della prima riunione del “Comitato temporaneo” formato dall’Assessore Pozzato, dal Direttore del Cdf1 Filippo De Rossi e da Claudio Bosco, responsabile organizzativo, che formalizzeranno il Programma (che sarà posto in bacheca solo alla fine della serata d'inaugurazione, l'8 Ottobre) e i nomi dei docenti-relatori. Che potrebbero quindi anche cambiare.
Il Dott. Luigi Sabatino, dirigente Area Tecnica del Comune di Scorzè (Ve), dallo scrivente sollecitato a svolgere funzione di tutor, ha gentilmente (e gratuitamente) accettato. Lo ringrazio sin da ora.
Lo scrivente, responsabile organizzativo, già docente di etica nel passato, contribuirà come coordinatore del seminario di Etica Politica che sarà attivato nella serata di GIOVEDI' se i corsisti lo richiederanno in un numero minimo di 9, per un numero di serate da stabilirsi con i corsisti.
Un secondo seminario ("Comunicazione di massa e comunicazione istituzionale") sarà attivato successivamente al primo (o in alternativa, se il primo non avesse raggiunto quota minima d'iscritti), alle stesse condizioni.
Perché iscriversi?
Lascio a te valutare. Tutti sanno chi è il garante della qualità e della modalità bypartisan di svolgimento (sperato) del Cdf1 (a corso iniziato, dunque).
Sperato, sì.
Perché, come tu scrivi, l'idea è buona (detto sommessamente e senza alcuna vanteria), ma se diverrà realtà dipende solo da chi deciderà di iscriversi, siano esse persone che votano centrosinistrra o centrodestra, di sinistra, della Lega o di destra.
19:45 Scritto in Blog | Link permanente | Commenti (4) | Segnala


Commenti
Bossi ha fatto riferimento ai fucili. Bitonci vuole creare il Far West. Che effetto Le fa appartenere a questo schieramento politico, dove il leader Massimo (Berlusconi) non ha ancora preso le distanze da tali dichiarazioni?
Scritto da : Leopoldo Roman | 01/09/2007
Gentile Leopoldo,
di ritorno da Loreto (l'ormai nota 'Agorà dei giovani 2007'), ho trovato il suo commento. La ringrazio del passaggio dal mio blog.
Come ho avuto di recente modo di dire a qualcuno che mi interpellava sul termine 'appartenenza', io appartengo solo alla Chiesa Cattolica, in quanto battezzato, e naturalmente alla mia famiglia.
Non appartengo a nessun schieramento politico, e potrei nel prossimo futuro aderire a esperienze di rivitalizzazione dal basso (vedi i post recenti).
Per non sfuggire alla sua domanda: di ciò che fanno o dicono singoli esponenti di un partito o di un movimento politico come la Lega, non sono di certo responsabile.
Non mi crea disagio alcuno svolgere l'incarico della 5^ Consulta comunale ( che per me nulla di partitico in senso stretto tratterà, ma solo di questioni che riguardano il bene pubblico ) e men che meno operare come responsabile organizzativo di quello che potrebbe diventare un'ottima opportunità di formazione per i giovani Cittadellesi.
Per ora, e concludo, non mi risulta che il sindaco Bitonci abbia detto o fatto cose tali da confliggere gravemente con i principi dello scrivente, che lo ha sostenuto nella sua ultima campagna elettorale.
Se ciò dovesse malauguratamente accadere, me lo faccia presente e valuterò con tutta serenità la cosa e il da farsi.
Scritto da : Claudio Bosco | 03/09/2007
Le riporto un articolo apparso sul Gazzettino durante il mese di agosto e che riguarda l'argomento del mio intervento relativamente alle dichiarazioni del Sindaco.
Per carità sig. Bosco ognuno è libero di dire quello che vuole ed in Italia anche di più!
Speravo semplicemente in una sua dissociazione visti i contenuti pacifisti del suo blog.
Io sono uno che (purtroppo) ha molta fiducia nelle istituzioni e vorrei che i poliziotti facessero i poliziotti ed i sindaci (compreso Domenici e Cofferati) i Sindaci.
A questo punto mi permetta una provocazione.
Non è che nel programma del corso di formazione per amministratori (inizitiva lodevole) da Lei presieduto verrà inserita anche una lezione di difesa personale?
Con simpatia immutata.
Ecco l'articolo del Gazzettino:
RONDE PADANE
Bitonci: «Se uno ha il porto d’armi…» Conte: «Sono azioni di volontariato»
«Noi non incitiamo alle ronde armate, ma se qualcuno ha il porto d’armi e può andare in giro con la pistola è libero di farlo. Non vogliamo che anche qui succeda un caso come quello dei coniugi massacrati in provincia di Treviso e visto che nessuno fa niente ci difendiamo da soli». Il sindaco leghista di Cittadella Massimo Bitonci raccoglie la “provocazione” lanciata dal suo vice e compagno di partito Giuseppe Pan che annunciando il prossimo ritorno delle ronde si era premurato di sottolineare che «alcuni hanno il porto d’armi». «Il vicesindaco ha ragione quando dice che la gente deve ribellarsi ed è vero che la richiesta di intervento da parte dei cittadini è sempre più pressante - spiega Bitonci - C’è gente che ha paura e che gira con la pistola. Sono imprenditori che si sentono minacciati o gente che fa un mestiere particolare. Sono liberi cittadini che hanno l’autorizzazione e se la pistola se la vogliono portare sono liberi di farlo». Quanto all’emergenza-sicurezza, il sindaco di Cittadella denuncia una situazione ormai al collasso: «Abbiamo il problema gravissimo degli immigrati irregolari ma anche di quelli regolari che vengono dall’est e, gente che ha un’impressionante propensione a delinquere. Stiamo perdendo il controllo del territorio e il Ministero se ne frega. È ora di finirla, difendersi da soli è un diritto fondamentale. Se uno entra in casa a mia io sparo. Non sto certo ad aspettare che tiri fuori il coltello o la pistola, mi difendo e sparo».La Lega Nord provinciale ritiene un dovere ad alto senso civico garantire maggiore sicurezza a quei cittadini che ogni giorno chiedono di riprendere un’iniziativa apprezzabile com’è quella del monitoraggio del territorio. «La Lega - dichiara il segretarioMaurizio Conte - sostenendo l’organizzazione delle cosiddette “ronde padane”, sta sollevando un problema importante, perché ritiene che debba essere soprattutto la politica, nell’accezione più nobile del termine, a farsi carico ed interprete delle esigenze di sicurezza dei cittadini. Nel momento in cui si è evidenziata un’enorme carenza di organico delle Forze dell’Ordine a presidio del territorio e della sicurezza dei cittadini, è evidente debbano essere la società civile, tutte le forze politiche e le Istituzioni a farsi carico del dovere civico e morale nella ricerca di soluzioni contro questa ondata di criminalità senza precedenti che si sta verificando sul nostro territorio». Ma quanto all’utilizzo delle armi, Conte chiarisce: «Non verrà utilizzata alcuna arma. Il diritto alla legittima difesa, esteso (nel 2005) alla proprietà privata proprio grazie alla volontà della Lega Nord, nulla ha a che vedere con le cosiddette “ronde”. Ciò non toglie che chi è in possesso del porto d’armi non possa partecipare a queste che sono autentiche azioni di volontariato».
Scritto da : Leopoldo Roman | 08/09/2007
Gentile Signor Roman,
la ringrazio per l'apprezzamento al Cdf1 da me organizzato e della simpatia.
Sono pochi gli artt. di giornale che ritaglio per conservarli: quello del 29 Agosto scorso l'ho ritagliato, quello, sì, non firmato, che lei, copia-incolla, ho riportato qui sopra.
Quasi me la sentissi che, nel mio blog, qualcuno mi avrebbe chiesto di ecc. ecc.
Or dunque (sarò, per quanto possibile, lapidario): mai stato pacifista. Ho insegnato i fondamentali del Sathiagra di Gandhi (che non è quello in versione Pannella, per intenderci).
Credo nella forza della non-violenza, ma mi sono vergognato di essere europeo quando l'Europa, all'inizio degli Anni '90, fece finta di non vedere i massacri che i vari macellai balcanici andavano progettando prima e compiendo poi (indisturbati).
Il mio vuol essere, semmai, un blog di sensibilizzazione a un impegno politico che da subito prepari la pace (senza fare gli struzzi - vedi l'Onu sino a due mesi fa - in Darfur, piuttosto che in Tibet; sì ho scritto Tibet, anche se non manderei di certo i caschi blu al confine sino-tibetano... Ci sono modalità di approccio diverse: il politico privilegia il dialogo e la concertazione).
E quindi? lei dirà.
"Si vis pacem para bellum", insegnavano gli antichi dominatori del mondo.
"Se vuoi la pace opera assiduamente per la giustizia", ha insegnato Paolo VI (nella Populorum progressio, seguito in ciò dai suoi successori).
Venendo alle dichiarazioni di Bitonci, il sindaco di Cittadella: l'italiano è lingua eletta, quando si vogliano usare figure retoriche ad effetto. Ciononostante, i "Gruppi di monitoraggio del territorio" proposti dalla Lega Nord (altrimenti chiamati "ronde") non sono cose da sottovalutare. Quanto meno come segnale d'allarme: lo Stato può e deve fare di più, per tutelare la sicurezza dei cittadini?
Ovviamente, sono contrario (e l'ho già scritto) all'uso delle armi per farsi giustizia da soli (e quindi alla loro vendita indiscriminata - vedi USA), ma conosco il Catechismo della Chiesa cattolica in materia di autodifesa (personale e collettiva) e posso capire la preoccupazione - al di là della retorica da sceriffo - che rivelano le parole di Conte e Bitonci.
La sicurezza è diventato un problema serio, converrà.
Un sindaco non solo può, ma deve, oggi, manifestare chiaramente il suo pensiero, avanzando anche proposte concrete (quella delle ronde è chiaramente di carattere suppletivo, e quindi temporaneo). Da rispettare, dunque, se attuata con modalità conformi alla legge.
Dominici e Cofferati?
Chi le dice che non stiano facendo i sindaci?
Mi sembra che, spiazzando la Destra, e ispirandosi al padovano Zanonato (imitato dal leghista Tosi; ma sono tutti, e prima di tutto, sindaci), i due abbiano contribuito a riportare al centro il problema del governo locale in materia di sicurezza: tutti sanno che solo "sulla carta" il sindaco è "il primo responsabile" della sicurezza dei cittadini, in Italia. La soluzione possibile? Riconoscere per legge, poniamo: a pool di sindaci riuniti per omogeneità di territorio, nelle aree non urbane; nelle grandi città, il sindaco della città, un effettivo e non delegabile potere di coordinamento delle iniziative delle Forze dell'Ordine in termini di pianificazione, in coordinamento con i magistrati deputati al pronto intervento.
Abolire la figura del Prefetto, anche secondo me, era proposta (leghista) provocatoria: perché non sceglierne uno per Regione e farne il coordinatore interprovinciale dei Sindaci in materia di sicurezza?
In tempi di internet, videocamere di sorveglianza diffuse e quant'altro, non parrebbe anche a lei che un coordinamento "reale" in materia di sicurezza aiuterebbe assai l'attività di contrasto della malavita, se non altro per la razionalizzazione e la valorizzazione delle forze e delle risorse esistenti che ne deriverebbe?
Buone cose a lei.
Claudio Bosco
Scritto da : Claudio Bosco | 08/09/2007
Scrivi un commento