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06/09/2007
Una proposta intelligente, per la sicurezza dei cittadini
Quella del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Venezia, Vittorio Borraccetti, di cui alle 14:08 di oggi ha dato notizia il TG Regione - RAI 3.
A commento della notizia riguardante lo scaricabarile in corso tra gli assassini dei coniugi Pellicciardi, a Gorgo, e quelli del giovane sfortunato accoltellato a Padova.
Claudio Bosco è favorevole alla "proposta Borraccetti", a condizione che si attui in due tempi.
Va salvata l'autodeterminazione da parte del cittadino o 'nuovo cittadino' a mettere a disposizione dello Stato elementi di identificazione che, di fatto, aiuterebbero non tanto a impedire delitti, che, purtroppo, sempre ci saranno, ma a far decrescere l'autoconvincimento di farla franca.
Con una prassi similare a quella della donazione del sangue si potrebbe offrire a tutti, italiani e stranieri, l'opportunità di "donare" impronte e traccia del DNA.
Si dirà: e allora? tutto questo a che servirebbe ?
Rispondo: tutti i cittadini che rispettano le leggi avranno, con tale gesto, contribuito 'materialmente' ad aumentare il tasso di legalità del Paese.
Coloro che avranno deciso di non dare le proprie impronte e la traccia del DNA potranno continuare a farlo, a condizione di rispettare la legge.
Una legge ad hoc, infatti, dovrebbe stabilire che tutti coloro che contravvengono in maniera inappellabile alle leggi vigenti con minaccia o danno effettivo nei confronti della pubblica sicurezza e dell'incolumità altrui (es.: Codice della strada, "guida in stato di ebbrezza") devono sottoporsi al prelievo delle impronte e della traccia di DNA.
A quel punto, ritengo che l'idea di Borraccetti potrebbe funzionare.
Attendo contributi e correzioni, graditi sempre, su questo blog.
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