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08/07/2008

Franco Mangialardi, APD, rilancia i "liberi e forti"

"In definitiva è importante chiarire che non ci si può fermare ad esporre analisi, ad esprimere semplicemente giudizi, a ritenere sufficiente un’azione ”culturale”. Insieme alla “cultura”, alla “formazione”, alla capacità “progettuale” bisogna delineare una significativa dimensione politica.
In un tempo in cui la “politica” è in crisi, nel momento in cui una classe politica non trova reale riconoscimento nel Paese, nel momento in cui derive populiste, razziste, pre-fasciste sembrano incontrare attenzione e plauso, noi, i “liberi e forti”, dobbiamo ritrovare forza, coraggio, idee per “batterci”, per non permettere che una destra ottusa e una sinistra inconcludente facilitino il declino del nostro Paese.
Di fronte a problemi complessi e a straordinari impegni non si può replicare con “costituenti” abborracciate, organizzate dai soliti”, interessati a perpetuare forme di potere, proponendo peraltro nostalgie di cose che furono. Come il “fu” centro democristiano.
Riproporre una nuova stagione del “popolarismo” significa pertanto concepire nuove qualità politiche-partitiche: un ”popolarismo” adeguato ai tempi è strettamente collegato ad una fase strutturalmente nuova in termini di azione politica. E’ certamente una fase nuova non può nascere dall’UDC di Casini, né dalle semplificazioni - frutto di interessi personali - di alcuni personaggi.
E’ dunque il tempo di “otre nuovo e vino nuovo”, di gente nuova, il tempo del “coraggio” e dell’osare!
E’ tempo di chiamare, di nuovo, a raccolta i ”liberi e forti”, per un’azione di “movimento” e per delineare il percorso di un ”soggetto” politico coeso e coerente. Si inizi dunque un’opera, non rincorrendo alcuno, non rincorrendo soprattutto i “nostalgici” e i “dubbiosi”, quelli che, cioè, ritengono che tutto debba essere chiarito prima di partire per un nuovo cammino.
E’, allora, tempo di stilare un “manifesto” di cultura e di politica, un ”manifesto” da proporre nelle assemblee di autunno e per un’approvazione - in via definitiva - in un’assemblea nazionale.
E sarebbe, questa, una vera “assemblea costituente” perché nascente “dal nuovo per il nuovo” ".

La Relazione integrale, tenuta all'Assemblea di Incipit di Torino, il 5 luglio scorso, qui sotto:

Mangialardi05072008.pdf

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Conosco Mangialardi dal 2001. Credere alla possibilità di una rinascita del popolarismo democratico in Italia è questione di "fede politica".
Occorrono molti viticoltori e diversi abili mastri bottai, e scelte importanti (qualitativamente parlando: tipo di vitigno e di legno; scelta del terreno adatto...), per sperare che venga il giorno della festa, con "vino nuovo in otri nuovi".

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da ADISTA del 5-07-2008 (news 34546):

Incipit.pdf

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