30/09/2008

Progetto G.P.S. (Regione Veneto) scade il 24 Ottobre prossimo

Dal DGR n° 1975, del 15.07.2008. Scade il 24.10.2008
Bando Giovani 2008: Giovani Produttori di Significati

Azione A dell’Accordo di Programma Quadro in materia di Politiche Giovanili "Il futuro della sostenibilità – la sostenibilità del futuro: I giovani del Veneto".

L’Accordo di Programma Quadro in materia di Politiche Giovanili, approvato con D.G.R. n. 4192/2007 e D.G.R. n. 672/2008, ridisegna le politiche giovanili regionali partendo da due punti fondamentali:

* un’idea globale di politiche per i giovani che investano molteplici ambiti d’intervento,
* la considerazione che le politiche di promozione della persona non possono prescindere da una attenzione particolare per il “valore giovani”.

Su queste basi le politiche giovanili diventano, pertanto, il fulcro della crescita della società veneta perché investendo sui giovani si riesce a pensare di disegnare una società che contenga in sé gli elementi vitali per il suo costante miglioramento.
Il bando 2008 “GPS: Giovani Produttori di Significati” proprio a partire dal titolo stesso pone l’accento su alcuni aspetti che delineano le politiche giovanili venete. In questo senso i giovani, attraverso il fermento creativo, contribuiscono a dare corpo o a produrre quei valori che rendono l’ esistenza, un viaggio carico di significato per loro stessi, per gli altri e per il benessere delle generazioni future.

Si rende necessario, pertanto, procedere all’approvazione del bando per il 2008 (Allegato A) che definisce, sulla base di quanto esposto, le linee programmatiche, le priorità, le modalità, ed i termini per la presentazione, da parte degli Enti, dei soggetti del Terzo Settore e dei gruppi informali di giovani, delle richieste di finanziamento per attività progettuali ed idee innovative che dovranno essere formalizzate negli appositi formulari di cui agli Allegati B) (Enti e soggetti del Terzo Settore) e C) (gruppi informali di giovani).

I progetti relativi al bando 2008 “GPS: Giovani Produttori di Significati” dovranno essere presentati alla Regione del Veneto - Direzione Regionale per i Servizi Sociali - Dorsoduro 3493 - 30123 Venezia, entro e non oltre il 24 ottobre 2008, o inviati entro tale data per raccomandata A/R (farà fede la data del timbro postale), pena l'esclusione, e dovranno pervenire, entro il termine suddetto, anche via mail all’indirizzo:

* giovani@regione.veneto.it


[sotto: gli Allegati]


att_dgr_1975_2008_bando_giovani_allegatoa.pdf

att_dsso_all b azione a apq politgiovanili.doc

att_dsso_all c azione a apq politgiovanili.doc

Fonte: cliccare QUI

17/07/2008

Resoconto attività Consulta 5^ di Cittadella

Ieri sera, 16 luglio 2008, la Consulta 5^ del Comune di Cittadella che ho avuto l'onore di presiedere negli ultimi dodici mesi ha licenziato gli ultimi suoi due progetti: il CiEP di Cittadella e il Forum dei giovani.
A verbale è stato messo anche il resoconto di tutte le attività svolte e promosse.
Qui sotto i doc. approvati.

Schema CiEP.pdf

Schema Forum dei Giovani.pdf

Resoconto.pdf

08/07/2008

Franco Mangialardi, APD, rilancia i "liberi e forti"

"In definitiva è importante chiarire che non ci si può fermare ad esporre analisi, ad esprimere semplicemente giudizi, a ritenere sufficiente un’azione ”culturale”. Insieme alla “cultura”, alla “formazione”, alla capacità “progettuale” bisogna delineare una significativa dimensione politica.
In un tempo in cui la “politica” è in crisi, nel momento in cui una classe politica non trova reale riconoscimento nel Paese, nel momento in cui derive populiste, razziste, pre-fasciste sembrano incontrare attenzione e plauso, noi, i “liberi e forti”, dobbiamo ritrovare forza, coraggio, idee per “batterci”, per non permettere che una destra ottusa e una sinistra inconcludente facilitino il declino del nostro Paese.
Di fronte a problemi complessi e a straordinari impegni non si può replicare con “costituenti” abborracciate, organizzate dai soliti”, interessati a perpetuare forme di potere, proponendo peraltro nostalgie di cose che furono. Come il “fu” centro democristiano.
Riproporre una nuova stagione del “popolarismo” significa pertanto concepire nuove qualità politiche-partitiche: un ”popolarismo” adeguato ai tempi è strettamente collegato ad una fase strutturalmente nuova in termini di azione politica. E’ certamente una fase nuova non può nascere dall’UDC di Casini, né dalle semplificazioni - frutto di interessi personali - di alcuni personaggi.
E’ dunque il tempo di “otre nuovo e vino nuovo”, di gente nuova, il tempo del “coraggio” e dell’osare!
E’ tempo di chiamare, di nuovo, a raccolta i ”liberi e forti”, per un’azione di “movimento” e per delineare il percorso di un ”soggetto” politico coeso e coerente. Si inizi dunque un’opera, non rincorrendo alcuno, non rincorrendo soprattutto i “nostalgici” e i “dubbiosi”, quelli che, cioè, ritengono che tutto debba essere chiarito prima di partire per un nuovo cammino.
E’, allora, tempo di stilare un “manifesto” di cultura e di politica, un ”manifesto” da proporre nelle assemblee di autunno e per un’approvazione - in via definitiva - in un’assemblea nazionale.
E sarebbe, questa, una vera “assemblea costituente” perché nascente “dal nuovo per il nuovo” ".

La Relazione integrale, tenuta all'Assemblea di Incipit di Torino, il 5 luglio scorso, qui sotto:

Mangialardi05072008.pdf

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Conosco Mangialardi dal 2001. Credere alla possibilità di una rinascita del popolarismo democratico in Italia è questione di "fede politica".
Occorrono molti viticoltori e diversi abili mastri bottai, e scelte importanti (qualitativamente parlando: tipo di vitigno e di legno; scelta del terreno adatto...), per sperare che venga il giorno della festa, con "vino nuovo in otri nuovi".

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da ADISTA del 5-07-2008 (news 34546):

Incipit.pdf

27/06/2008

Intervista a Gerardo Bianco

Bianco: «La Costituente nasce segnata dai soliti vizi»

giovedì 26 giugno 2008

Fonte: Corriere dell'Irpinia

Bianco, ha visto la Costituente di Centro è partita ufficialmente senza di lei.
«L’idea della Costituente è positiva, l’avevamo caldeggiata e pensavamo di prefigurarla prima della campagna elettorale. Ci era sembrata una scelta positiva la posizione di Casini di sottrarsi al braccio di Berlusconi. Un avvicinamento che riconfigurando un movimento nato da una scissione che si era ingiustamente realizzata nell 1994. Il Ppi sotto la guida di Mino Martinazzoli, perse Pierferdinando Casini, Mastella e altri che dettero vita al Ccd.Quel gruppo si era caratterizzato per una rottura della solidarietà e per uno spostamento verso destra».
Che però si è interrotto alle scorse politiche quando Casini ha rotto con Berlusconi.
«Guardi, la storia del nostro movimento è restare al Centro e dialogare con la sinistra. In ogni caso, adesso, avevamo concepito che intorno a Casini potevano integrarsi movimenti sorti in Italia a cominciare dall’esperienza di Pezzotta e altri raggruppamenti, penso a Italia Popolare, Agire politicamente, il movimento di Padre Sorge: si trattava di rimescolare tutto e mantenere la leadership di Casini e invece..».

E invece?
«Con le elezioni si sono chiusi in se stessi e fatto un pò di cooptazione. Hanno chiuso il movimento all’area più culturale e questo ha portato a lacerazioni sopratutto in Campania dove c’è stato un veto che non ha consentito ad Italia Popolare di essere presente in lista con i suoi esponenti, mi riferisco a Capozza e Giordano. Adesso stanno andando avanti secondo lo stesso schema che ha ispirato l’impostazione elettorale: loro, qualche altro e basta, e con i movimenti nessun contatto».

Vi hanno sbarrato la strada..?

«Lo sbarramento è venuto da loro e ne prendiamo atto. Noi con il cappello in mano ad intrecciare le loro porte non ci andiamo. Seguiremo la nostra strada, e li osserveremo, ma l’iniziativa resta ricca di equivoci».
Deve ammettere però che i militanti di Italia Popolare cercano chiarezza..
«Questo è chiaro. Con la Costituente abbiamo fatto un passo indietro, continuiamo la testimonianza sul piano degli indirizzi e guardando al territorio. Studieremo proposte di alleanze. L’unica cosa che non possono chiederci è rinunziare e porre oboli».

A Bianco interessa il Pd?
«Interessa il Pd, eccome.. Di fronte a un bipolarismo sgangherato c’è bisogno di forte immissioni morali e culturali. Pur tra pasticci che hanno combinato è una forza che presenta l’aggregazione più rappresentativa della società italiana»

26/06/2008

Promuovere la cultura dell'integrazione contribuirà ad irrobustire l'identità culturale degli Italiani

IMMIGRAZIONE: MASSERONI (ARCIVESCOVO VERCELLI), “LA CLANDESTINITÀ NON PUÒ ESSERE REATO”

“L’immigrazione clandestina non può essere ritenuta reato. Non va dimenticato che sovente la sorte dei clandestini nasconde la condizione miserabile dei poveri più poveri”. A sottolinearlo è mons. Enrico Masseroni, arcivescovo di Vercelli, nel documento “Ero straniero e mi avete ospitato” sottoscritto dall’Ufficio di pastorale Sociale e del lavoro, Caritas, Centro missionario, Pax Christi, Ac, Acli e Meic. “Parole come sicurezza e legalità stanno sulla bocca di tutti – ricorda l’arcivescovo -; fanno parte del pacchetto delle promesse elettorali di ogni schieramento politico; ma hanno bisogno di essere sdoganate con vera saggezza politica”. “Tocca ai laici preposti al governo del bene comune – suggerisce - il dovere di salvaguardare il bene della propria identità storica e culturale. Ogni straniero, rispettosamente accolto, deve rispettare le regole dello Stato in cui immigra”. A suo avviso “è urgente promuovere una cultura dell’integrazione, a partire dalla scuola” e una maggiore attenzione alla famiglia immigrata. “Una politica dell’accoglienza solidale va soprattutto garantita a livello legislativo – afferma -. Il futuro di una nazione sta pure nel dna delle sue leggi. Resta scontato il dovere dello Stato di garantire la sicurezza di tutti i cittadini e di intervenire nei confronti di tutti coloro che delinquono, siano essi italiani e siano immigrati”.

(news Sir del 26-06-2008, h. 19:22)

19/06/2008

L'Irlanda (dice) all'Europa che...

Un'analisi dello storico Roberto de Mattei.

Roberto de Mattei.pdf

12/06/2008

Cittadella & Giovani in piazza: una festa... intelligente!

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Il Gazzettino Online10062008.pdf

Avvenire12062008.pdf

05/06/2008

"Tre dunque le cose che rimangono: libertà, uguaglianza e fraternità, ma più grande di tutte è la fraternità"

Notizia Sir del 5-06-2008

CONVEGNO EUROPEO PER SINDACI E AMMINISTRATORI LOCALI (Focolari)
Un Convegno europeo riservato a sindaci, presidenti di province e amministratori di enti locali dal titolo “Una città non basta. 10, 100, 1000 città verso la Fraternità universale”. A promuovere l’evento che si terrà a Loppiano (Firenze) il 7 e 8 giugno, il Movimento Politico per l’Unità dei Focolari. Hanno già aderito al convegno un centinaio di amministratori locali ai quali il Movimento politico dei Focolari proporrà come stile di lavoro e di azione politica la “fraternità universale”: “vissuta e costruita nelle città”, la fraternità “si sta rivelando strada maestra per costruire una nuova società, capace di vivere l’attuale sfida multiculturale attorno ai valori condivisi di pace, solidarietà, pianificazione sociale; una sfida urgente a cui oggi gli Amministratori Pubblici, accanto ai cittadini, sono chiamati a rispondere in prima persona”. Al convegno si parlerà di pianificazione urbanistica, partecipazione del cittadino al processo di governo, integrazione e dialogo interculturale, sicurezza nelle città. Tra i relatori, il sindaco di Firenze e presidente Anci, Leonardo Domenici; mons. Piero coda, presidente dell’Associazione teologica nazionale; Tiziano Vecchiato, presidente della Fondazione Zancan. (per info: www.livingcitynet.org)

21/05/2008

Un'analisi di ciò che le urne hanno determinato il 13-14 aprile scorso

di Gianfranco Brunelli

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(Fonte: Regno-att. n.8, 2008, p.217ss - in http://www.ilregno.it/ )

16/05/2008

Bene, Presidente Galan! Così il Veneto si pone al centro della trasformazione istituzionale in atto

da:

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www.regioni.it


Galan: serve un federalismo davvero solidale
"Non e' una gara per mantenersi sul territorio la quota più alta di entrate fiscali"


Perplessità sul “modello lombardo” per il federalismo fiscale arrivano dal Veneto. Ad esprimerle è il Presidente della Regione, Giancarlo Galan, che per manifestare i propri dubbi sceglie proprio un quotidiano del mezzogiorno: “Il Mattino” di Napoli. “E' discutibile – afferma Galan in nell’intervista pubblicata il 15 maggio dal quotidiano partenopeo - un federalismo che parte da una sola regione. Noi siamo per un federalismo davvero solidale, che vada bene a Cortina come ad Agrigento". "Il federalismo fiscale - aggiunge Galan - e' la madre di tutte le battaglie ma non puo' essere fatto così, contro una parte d'Italia''. ''Il federalismo non e' una gara per mantenersi sul territorio la quota più alta di entrate fiscali. Non e' nemmeno una rivalsa contro il Sud. Cosa ci guadagnamo noi se peggiora la sanità in Calabria o in Campania?", si chiede Galan.
Una solidarietà al 100% in cambio di efficienza: infatti secondo il presidente del Veneto ci dovrebbe essere una distribuzione equa delle risorse in campo sanitario dal Nord al Sud, poiché "se il malato si cura a Benevento non verrà ad allungare le file della sanità del Veneto". Una solidarietà che non si ferma alla sanità, ma è "anche per l'istruzione, la cultura...per tutti i servizi essenziali".

(red/15.05.08)


L'articolo completo del Mattino qui sotto:
www.ilmattino.it_mattino_view.php_dat.pdf

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Claudio Bosco dice:
le geometrie variabili possono temporaneamente servire, in materia di federalismo fiscale. Ma quello "solidale" è l'unico modello a portare in attivo il bilancio costi-benefici. Altre nazioni europee lo stanno facendo.
Sul soggetto politico regionale di Galan?
Stiamo a vedere.
Se avesse come "spina dorsale" un rapporto virtuoso Comuni-Regione, potrebbe attrarre il favore di moltissimi Cittadini. Le Province sparirebbero in tempi mediamente brevi e a più di cent'anni dal discorso-profezia del Sindaco di Caltagirone don Luigi Sturzo la politica comincerebbe finalmente ad essere fatta "vicino al Cittadino".

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